Brand communication - part 1

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Business Model Canvas explained simple and short

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Kids furniture - Market trend analysis

Un nuovo progetto nasce con la voglia di mettersi alla prova, di capire i limiti per superarli come mai nessuno ha fatto prima. La prima cosa che faccio è una ricognizione sul mercato, capire cosa c'è, come funziona, quali sono le caratteristiche di un prodotto che lo portano a distinguersi da tutto il resto. I risultati di questa prima analisi sono gli elementi da cui far emergere le macro categorie di appartenenza che identificano i bisogni che che ogni prodotto ambisce a soddisfare. Perchè sono i bisogni insoddisfatti, i desideri espressi o quelli inespressi e latenti che "disegnano" il nuovo e utile. 

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Come pipistrelli

http://www.tentsile.com/gallery.html
Mi affascina l'idea di dormire sospesa tra due alberi immersa nell'atmosfera magica di un bosco selvatico e sentirmi al tempo stesso al riparo da animali potenzialmente insidiosi e godere di un calduccio rassicurante.
Tentsile una azienda con sede a Londra ha ideato e prodotto questa innovativa unità abitativa sospesa, portatile che si adatta in ogni ambiente in qualsiasi condizione climatica. Disponibile in tre dimensioni per ospitare 5, 8 o 12 persone e in assenza di alberi come su una spiaggia o nel deserto è dotata di un supporto a terra per realizzare la sospensione. L'unico dubbio che resta è il tempo necessario per montarla.
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Step 10 - NAMING & BRAND POSITIONING. Musa Boom designs a sustainable table

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Step 9 - DESIGN SCENARIO. Musa Boom designs a sustainable table

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Musa Boom designs a Bookshelves with large format photos

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Progettare l'assenza IGIRAMA a New York

L'invisibile emoziona più della materia. L'artista William Verstraeten propone un'installazione che proiettando sul pavimento la vista che si vedrebbe dall'ultimo piano delle Twin Towers produce la sensazione di camminare su un pavimento trasparente in quota... It is like floating above the felled twin towers.
Purtroppo questo progetto non è stato approvato, per saperne di piu fastcodesign.
                                   

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Create your ideal workspace

Treehouse workspace. Suzanne Augello 
Nel mese di novembre Good, (una piattaforma che promuove e diffonde notizie di persone, progetti e business che contribuiscono a far progredire il mondo in mondo sostenibile e creativo) ha lanciato una sfida che riguarda il ripensare lo spazio di lavoro per stimolare produttività e creatività. Qui il link per vedere tutte le proposte selezionate.

Ho lavorato per un po' di anni in una azienda italiana e non ho mai sentito lamentele da parte dei colleghi rispetto alla qualità dell'ambiente di lavoro. Il malcontento derivava non tanto dalle caratteristiche dello spazio dal punto di vista del comfort luminoso, acustico, dell'organizzazione degli spazi e degli arredi o della qualità di questi, ma bensì dal prestigio. Il tema si risolveva in Open space vs Ufficio singolo, una mera questione di gerarchia, di privacy, di status. Lo spazio più ambito era quindi l'ufficio singolo, e non importava se era uno sgabuzzino vicino al bagno. Mi fa quindi molto piacere vedere queste proposte e che più che di progetti, si tratti di concept in cui si ricercano le condizioni per il benessere psicofisico, aspetto penso fondamentale per sprigionare la creatività ed essere produttivi.

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Step 8 - NETWORK SCENARIO. Musa Boom design a sustainable table

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Step 7 - PRODUCT. Musa Boom design a sustainable table

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Step 6 - DESIGN. Musa Boom design a sustainable table

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Step 5 - CONCEPT. Musa Boom designs a sustainable table

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Presto un estetico!

La Fura dels Baus, "Rainbow drops" a Seoul luglio 2011
Sì non mi sono sbagliata, non sto parlando di an-estetico ma di estetico. Partiamo dall'inizio e ricordiamo il significato di estetico e anestetico. 
Estetico è un aggettivo che come estetica ha origine dalla parola greca aistetikos, che significa "sensazione" e dalla parola aisthanomai, che significa "percezione mediata dal senso". In filosofia per estetica si intende la conoscenza del bello attraverso l'uso dei sensi. An-estetico è un nome composto dal prefisso privativo an e da aistetikos "sensazione", indica genericamente l'abolizione della sensibilità, della coscienza e del dolore, in poche parole si spengono i sensi. Sinonimi: sedativo, soporifero. Contrari: stimolante, eccitante.


Anche se anestetico ed estetico non sono uno il contrario dell'altro, accettate per un attimo la provocazione e pensateli come contrari. Vi spiego perché.

In questi ultimi mesi mi sto interessando ai temi della formazione per le nuove generazioni e mi sono imbattuta in una frase di Sir Ken Robinson uno fra i più influenti esperti in formazione, creatività e innovazione che sostiene: "stiamo istruendo i nostri figli anestetizzandoli e credo che dovremmo fare l'esatto contrario".
E come non essere d'accordo conoscendo le antiquate metodologie ancora vigenti nella scuola italiana.
Per la proprietà transitiva se assumiamo che estetico è il contrario di anestetico possiamo trasformare in positivo la frase e dire:
"dovremmo istruire i nostri figli estetizzandoli e cioè stimolando in loro la conoscenza del bello attraverso i sensi".


In questo video Sir Ken Robinson espone una divertente e toccante argomentazione a favore della creazione di un sistema educativo che nutra la creatività (anziché metterla a repentaglio).

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Postilla
E' curioso come a volte alcune parole che nel senso comune non sono collegate tra loro, tutto a un tratto si connettano permettendo a nuovi pensieri e idee di nascere. 
Per capire questo processo può essere utile un articolo di Pierre Magistretti su Wired che nell'ambito delle neuroscienze riferisce questi fenomeni al default mode network e cioè alla modalità di lavoro dell'encefalo "offline" ossia a riposo. Il DMN serve ad elaborare la quantità di informazioni accumulate durante il giorno ovvero quando siamo "online" o come si dice in gergo "concentrati e sul pezzo". 
E' bello avere la prova anche scientifica che l'ozio, culturalmente considerato improduttivo e riprovevole, di fatto sia un'attività che permette l'elaborazione di nuove associazioni e connessioni che danno origine alle idee innovative e originali. Varrebbe a questo proposito anche leggere il libro di Domenico De Masi Ozio Creativo per sgomberare definitivamente la coscienza dai sensi di colpa.
A riprova che in questi mesi sono riuscita ad oziare...

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Hi, we are going to discover things we will show you in September 2011

Photo Alice in wonder land by Annie Leibovitz


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Photoframe. Kids creativity

Oggi mi sono presa un giorno di vacanza e per iniziare sono andata a fare colazione in una Boulangerie di Milano dove, per la cronaca, il critico d'arte ultracentenario Gillo Dorfles va abitualmente a comprare il pane, e se è vero il detto che siamo ciò che mangiamo sarebbe salutare seguire anche altre sue abitudini...
Ma torniamo al tema della creatività, i bambini e in generale tutte le persone prive di condizionamenti e pregiudizi sono una fonte imprevedibile di creatività.
Quello che vi faccio vedere oggi è uno stravolgimento di senso creativo ad opera di un bambino. Finita la colazione ho tirato fuori dalla borsa e ho messo sul tavolo delle foto d'infanzia recuperate nel weekend a casa dei miei. Mentre facevo questo gettavo un occhio alle attività ripetute e quasi infinite di togli e metti, metti e togli la molletta dalla tovaglia, e a un certo punto l'occhio prima distratto si è fermato su questo nuovo portafoto. 


Today I took a vacation so at the beginning of the day I went in a Boulangerie in Milan where Gillo Dorfles, the critic of over hundred years old, usually buys bread, and by the way, if the saying is true that we are what we eat I should better follow also other his healthy habits...
But going back to the theme of creativity, I can say that children, and in general all the people with no preconceptions and prejudices are a source of unpredictable creativity.
What I show you today is a
creative upheaval of meaning by a child.
After breakfast I pulled out of the bag
some old photographs of my childhood found at my parents house and I put them on the table. While doing this I threw an eye to the repetitive tasks of removing and putting, putting and removing the clip from the tablecloth, and in a few minute the distracted eye stopped on a new photoframes.






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Memory Lamp. Musa Boom designs a recycled lamp


The project arises from two real common situations. 
The first: in previous years, before iphone apps appeared, we were used to collect a lot of maps of cities and places we visited for journey or holidays. I love maps because they both represent the journey's state of mind and the identity of places. For that reason I always want, when possible, to keep them under my eye at home but the number of walls at home are a finite number... 
The second: it happens that an old inherited lampshade can be damaged after several years or can be too old style for our apartments. 
And so what to do with maps and lampshade? 
Throwing them away in the garbage doesn't sound good to me. 
So the idea to dress with maps the lampshade to keep vivid and luminous memories of our personal journeys. 
To do that you need vynilic glue, water, paintbrush, shissor and a little of handycraft.




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Musa Boom studio

taken with Instagram
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Step 4 - OPPORTUNITY OF INNOVATION. Musa Boom designs a sustainable table

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Could tapping influence our kindness?

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