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Create your ideal workspace

Treehouse workspace. Suzanne Augello 
Nel mese di novembre Good, (una piattaforma che promuove e diffonde notizie di persone, progetti e business che contribuiscono a far progredire il mondo in mondo sostenibile e creativo) ha lanciato una sfida che riguarda il ripensare lo spazio di lavoro per stimolare produttività e creatività. Qui il link per vedere tutte le proposte selezionate.

Ho lavorato per un po' di anni in una azienda italiana e non ho mai sentito lamentele da parte dei colleghi rispetto alla qualità dell'ambiente di lavoro. Il malcontento derivava non tanto dalle caratteristiche dello spazio dal punto di vista del comfort luminoso, acustico, dell'organizzazione degli spazi e degli arredi o della qualità di questi, ma bensì dal prestigio. Il tema si risolveva in Open space vs Ufficio singolo, una mera questione di gerarchia, di privacy, di status. Lo spazio più ambito era quindi l'ufficio singolo, e non importava se era uno sgabuzzino vicino al bagno. Mi fa quindi molto piacere vedere queste proposte e che più che di progetti, si tratti di concept in cui si ricercano le condizioni per il benessere psicofisico, aspetto penso fondamentale per sprigionare la creatività ed essere produttivi.

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Presto un estetico!

La Fura dels Baus, "Rainbow drops" a Seoul luglio 2011
Sì non mi sono sbagliata, non sto parlando di an-estetico ma di estetico. Partiamo dall'inizio e ricordiamo il significato di estetico e anestetico. 
Estetico è un aggettivo che come estetica ha origine dalla parola greca aistetikos, che significa "sensazione" e dalla parola aisthanomai, che significa "percezione mediata dal senso". In filosofia per estetica si intende la conoscenza del bello attraverso l'uso dei sensi. An-estetico è un nome composto dal prefisso privativo an e da aistetikos "sensazione", indica genericamente l'abolizione della sensibilità, della coscienza e del dolore, in poche parole si spengono i sensi. Sinonimi: sedativo, soporifero. Contrari: stimolante, eccitante.


Anche se anestetico ed estetico non sono uno il contrario dell'altro, accettate per un attimo la provocazione e pensateli come contrari. Vi spiego perché.

In questi ultimi mesi mi sto interessando ai temi della formazione per le nuove generazioni e mi sono imbattuta in una frase di Sir Ken Robinson uno fra i più influenti esperti in formazione, creatività e innovazione che sostiene: "stiamo istruendo i nostri figli anestetizzandoli e credo che dovremmo fare l'esatto contrario".
E come non essere d'accordo conoscendo le antiquate metodologie ancora vigenti nella scuola italiana.
Per la proprietà transitiva se assumiamo che estetico è il contrario di anestetico possiamo trasformare in positivo la frase e dire:
"dovremmo istruire i nostri figli estetizzandoli e cioè stimolando in loro la conoscenza del bello attraverso i sensi".


In questo video Sir Ken Robinson espone una divertente e toccante argomentazione a favore della creazione di un sistema educativo che nutra la creatività (anziché metterla a repentaglio).

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Postilla
E' curioso come a volte alcune parole che nel senso comune non sono collegate tra loro, tutto a un tratto si connettano permettendo a nuovi pensieri e idee di nascere. 
Per capire questo processo può essere utile un articolo di Pierre Magistretti su Wired che nell'ambito delle neuroscienze riferisce questi fenomeni al default mode network e cioè alla modalità di lavoro dell'encefalo "offline" ossia a riposo. Il DMN serve ad elaborare la quantità di informazioni accumulate durante il giorno ovvero quando siamo "online" o come si dice in gergo "concentrati e sul pezzo". 
E' bello avere la prova anche scientifica che l'ozio, culturalmente considerato improduttivo e riprovevole, di fatto sia un'attività che permette l'elaborazione di nuove associazioni e connessioni che danno origine alle idee innovative e originali. Varrebbe a questo proposito anche leggere il libro di Domenico De Masi Ozio Creativo per sgomberare definitivamente la coscienza dai sensi di colpa.
A riprova che in questi mesi sono riuscita ad oziare...

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Photoframe. Kids creativity

Oggi mi sono presa un giorno di vacanza e per iniziare sono andata a fare colazione in una Boulangerie di Milano dove, per la cronaca, il critico d'arte ultracentenario Gillo Dorfles va abitualmente a comprare il pane, e se è vero il detto che siamo ciò che mangiamo sarebbe salutare seguire anche altre sue abitudini...
Ma torniamo al tema della creatività, i bambini e in generale tutte le persone prive di condizionamenti e pregiudizi sono una fonte imprevedibile di creatività.
Quello che vi faccio vedere oggi è uno stravolgimento di senso creativo ad opera di un bambino. Finita la colazione ho tirato fuori dalla borsa e ho messo sul tavolo delle foto d'infanzia recuperate nel weekend a casa dei miei. Mentre facevo questo gettavo un occhio alle attività ripetute e quasi infinite di togli e metti, metti e togli la molletta dalla tovaglia, e a un certo punto l'occhio prima distratto si è fermato su questo nuovo portafoto. 


Today I took a vacation so at the beginning of the day I went in a Boulangerie in Milan where Gillo Dorfles, the critic of over hundred years old, usually buys bread, and by the way, if the saying is true that we are what we eat I should better follow also other his healthy habits...
But going back to the theme of creativity, I can say that children, and in general all the people with no preconceptions and prejudices are a source of unpredictable creativity.
What I show you today is a
creative upheaval of meaning by a child.
After breakfast I pulled out of the bag
some old photographs of my childhood found at my parents house and I put them on the table. While doing this I threw an eye to the repetitive tasks of removing and putting, putting and removing the clip from the tablecloth, and in a few minute the distracted eye stopped on a new photoframes.






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Overturning a creative technique

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DUNE - From sand to stone

Photo Magnus Larsson
Photo Magnus Larsson
Thank to a bacteria, sand is solidified into a habitable structure that protects from wind and sand. As the architect Magnus Larsson said: "in this way, we can start 'growing' controlled oases in the desert, and stop the sand from pushing people away from their homes and villages, which, in the worst-case scenario, may lead to huge migration floods, food shortages, wars, and other horrible situations". Starting upon a research carried out by professor Jason De Jong's team at the Soil Interactions Laboratory, UC Davis (http://www.sil.ucdavis.edu/people-jason.htm), as well as conversations with professor Stefano Ciurli at the University of Bologna, Larsson designs to flush a particular microorganism, Bacillus Pasteurii, through the dunescape to cause a biological reaction that turns the sand into solid sandstone.

Photo Magnus Larsson
In 2008, "DUNE – Arenaceous Anti-desertification Architecture" won first prize in the Holcim Awards 'Next Generation' category for Africa/Middle East (http://www.holcimfoundation.org/T865/A08AMng11.htm).
Photo Magnus Larsson

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It is raining, have fun!

Which of you have never played like this with a closed umbrella when child? 
Dragging the umbrella on the ground because it was too long for you, or you were tired because of the weight of it. Waiting for a bus on a rainy day using the tip of the umbrella as a pen to draw on the sidewalk.
Here below two projects for umbrellas result of creativity and observation, very cool!

Wheel Umbrella
While walking you rely the umbrella on the wheels in order not to feel the weight and dragging through rain puddles, like magic,
funny smiles appearing.
Designers: Lin Cheng-Han, Chung Yu-Hsun, Cheng Yu-Ting & Chen Shaw-Chen.


 

Rain Brush Umbrella
A silicon tip like a paint-brush dip into the rain puddles of the sidewalk let you draw water graffiti.




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Smart business card































































Smart idea for an environmental friendly and low cost business cards. 

Un'idea intelligente per biglietti da visita ecosostenibili a basso costo.
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Step 1 - MIND MAP. Musa Boom designs a sustainable table.





A mind map to stimulate creativity, to explore the meanings, the collective imagination and then to create a new concept.
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Unconventional behavior







































In the waiting room of a milanese hospital an empty brochure display is transformed into a rack for hats. Who did that subverted rules in a ironic way.
Today there are fewer and fewer men wearing hats, these two hats suggest owners no longer young but despite that, the result of that gesture is totally new and unexpected. Creativity everywhere!

Nella sala d'aspetto di una struttura ospedaliera milanese un porta depliant vuoto si trasforma in una rastrelliera per cappelli. Chi lo ha fatto ha sovvertito una regola in modo ironico. 
Oggi sono sempre meno gli uomini che indossano cappelli, questi due modelli di copricapo fanno pensare a proprietari non più giovanissimi, ciò nonostante il risultato del gesto è totalmente nuovo. Creatività diffusa!

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lluminated shadow

The observation of phenomena and human behavior is the foundation of design thinking.
The innovative element of this project, which challenges common sense and encourages thinking outside the box, utilizes a projected shadow to visualize the image of the number of cameras. Luxx Hotel, Bangkok - Thailand

Ombra illuminata
L’osservazione dei fenomeni e dei comportamenti delle persone sono alla base del design thinking. 
Sfidare il senso comune, pensando fuori dagli schemi è l’elemento di innovazione di questo progetto che utilizza un’ombra proiettata per visualizzare l’immagine del numero delle camere. Luxx Hotel, Bangkok - Thailandia
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Creatività e immaginazione



























Un particolare grigio e apparentemente insignificante, che si trova sui muri di tanti palazzi cittadini, si trasforma con l'aggiunta di pochi tratti in un naso di volto umano.

Gray and seemingly insignificant, an object located on the walls of many public buildings,  with a few sketches, becomes a part of a human face.
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