Un nuovo progetto nasce con la voglia di mettersi alla prova, di capire i limiti per superarli come mai nessuno ha fatto prima. La prima cosa che faccio è una ricognizione sul mercato, capire cosa c'è, come funziona, quali sono le caratteristiche di un prodotto che lo portano a distinguersi da tutto il resto. I risultati di questa prima analisi sono gli elementi da cui far emergere le macro categorie di appartenenza che identificano i bisogni che che ogni prodotto ambisce a soddisfare. Perchè sono i bisogni insoddisfatti, i desideri espressi o quelli inespressi e latenti che "disegnano" il nuovo e utile.
Un nuovo progetto nasce con la voglia di mettersi alla prova, di capire i limiti per superarli come mai nessuno ha fatto prima. La prima cosa che faccio è una ricognizione sul mercato, capire cosa c'è, come funziona, quali sono le caratteristiche di un prodotto che lo portano a distinguersi da tutto il resto. I risultati di questa prima analisi sono gli elementi da cui far emergere le macro categorie di appartenenza che identificano i bisogni che che ogni prodotto ambisce a soddisfare. Perchè sono i bisogni insoddisfatti, i desideri espressi o quelli inespressi e latenti che "disegnano" il nuovo e utile.
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L'invisibile emoziona più della materia. L'artista William Verstraeten propone un'installazione che proiettando sul pavimento la vista che si vedrebbe dall'ultimo piano delle Twin Towers produce la sensazione di camminare su un pavimento trasparente in quota... It is like floating above the felled twin towers.Purtroppo questo progetto non è stato approvato, per saperne di piu fastcodesign.
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| Treehouse workspace. Suzanne Augello |
Nel mese di novembre Good, (una piattaforma che promuove e diffonde notizie di persone, progetti e business che contribuiscono a far progredire il mondo in mondo sostenibile e creativo) ha lanciato una sfida che riguarda il ripensare lo spazio di lavoro per stimolare produttività e creatività. Qui il link per vedere tutte le proposte selezionate.
Ho lavorato per un po' di anni in una azienda italiana e non ho mai sentito lamentele da parte dei colleghi rispetto alla qualità dell'ambiente di lavoro. Il malcontento derivava non tanto dalle caratteristiche dello spazio dal punto di vista del comfort luminoso, acustico, dell'organizzazione degli spazi e degli arredi o della qualità di questi, ma bensì dal prestigio. Il tema si risolveva in Open space vs Ufficio singolo, una mera questione di gerarchia, di privacy, di status. Lo spazio più ambito era quindi l'ufficio singolo, e non importava se era uno sgabuzzino vicino al bagno. Mi fa quindi molto piacere vedere queste proposte e che più che di progetti, si tratti di concept in cui si ricercano le condizioni per il benessere psicofisico, aspetto penso fondamentale per sprigionare la creatività ed essere produttivi.
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| La Fura dels Baus, "Rainbow drops" a Seoul luglio 2011 |
Anche se anestetico ed estetico non sono uno il contrario dell'altro, accettate per un attimo la provocazione e pensateli come contrari. Vi spiego perché.
In questi ultimi mesi mi sto interessando ai temi della formazione per le nuove generazioni e mi sono imbattuta in una frase di Sir Ken Robinson uno fra i più influenti esperti in formazione, creatività e innovazione che sostiene: "stiamo istruendo i nostri figli anestetizzandoli e credo che dovremmo fare l'esatto contrario".
E come non essere d'accordo conoscendo le antiquate metodologie ancora vigenti nella scuola italiana.
Per la proprietà transitiva se assumiamo che estetico è il contrario di anestetico possiamo trasformare in positivo la frase e dire:
"dovremmo istruire i nostri figli estetizzandoli e cioè stimolando in loro la conoscenza del bello attraverso i sensi".
In questo video Sir Ken Robinson espone una divertente e toccante argomentazione a favore della creazione di un sistema educativo che nutra la creatività (anziché metterla a repentaglio).
In questo video Sir Ken Robinson espone una divertente e toccante argomentazione a favore della creazione di un sistema educativo che nutra la creatività (anziché metterla a repentaglio).
Postilla
E' curioso come a volte alcune parole che nel senso comune non sono collegate tra loro, tutto a un tratto si connettano permettendo a nuovi pensieri e idee di nascere.
Per capire questo processo può essere utile un articolo di Pierre Magistretti su Wired che nell'ambito delle neuroscienze riferisce questi fenomeni al default mode network e cioè alla modalità di lavoro dell'encefalo "offline" ossia a riposo. Il DMN serve ad elaborare la quantità di informazioni accumulate durante il giorno ovvero quando siamo "online" o come si dice in gergo "concentrati e sul pezzo".
E' bello avere la prova anche scientifica che l'ozio, culturalmente considerato improduttivo e riprovevole, di fatto sia un'attività che permette l'elaborazione di nuove associazioni e connessioni che danno origine alle idee innovative e originali. Varrebbe a questo proposito anche leggere il libro di Domenico De Masi Ozio Creativo per sgomberare definitivamente la coscienza dai sensi di colpa.
A riprova che in questi mesi sono riuscita ad oziare...
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